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Il rapporto tra nonni e i nipoti nelle crisi familiari

 
Il 2 ottobre scorso si è celebrata la festa dei nonni, istituita nel 2005 dal Parlamento per  riconoscere ufficialmente l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società. 
Due sentenze, la prima della Corte di Cassazione del 19.1.2015 n. 752 e la seconda della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 20.1.2015  sono l'occasione per fare il punto sulla situazione normativa e gli orientamenti giurisprudenziali in merito ai rapporti fra nonni e nipoti minorenni nei casi di crisi familiare. 
Accade a volte che la separazione dei genitori comporti un rafforzamento dei legami affettivi tra nonni e nipoti, dove i primi, a fronte di una precaria situazione emotiva dei minori, rappresentano un'ancora di salvezza alla quale aggrapparsi. Molto più spesso, però, la separazione dei genitori ha come diretta conseguenza la diminuzione della frequenza e della qualità dei rapporti con i nonni, soprattutto quelli di linea paterna. 
Il legislatore era già intervenuto ad affrontare la questione dei rapporti tra nonni e nipoti con la legge n.54/2006 sull’affidamento condiviso, che all’art. 155 c.c. aveva inserito il diritto dei minori a conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
Secondo la prevalente interpretazione la norma non era però idonea a riconoscere un vero e proprio diritto in capo ai nonni, perché continuava a regolare la questione esclusivamente dal punto di vista della posizione del minore, riconoscendo cioè solo a questi un diritto al rapporto con i nonni e non viceversa.
Il quadro è stato significativamente innovato dalla riforma della filiazione (l. 219/2012 e d.lgs. 154/2013). Il novellato art. 317 bis cod.civ.  recita al primo comma che “gli ascendenti hanno il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni” e nel secondo comma: “l'ascendente al quale è impedito l'esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell'esclusivo interesse del minore... ”
Questa attribuzione di un vero diritto in capo ai nonni rappresenta una grande novità dal punto legislativo, che va a completare il quadro della tutela degli affetti del minore.
Il mancato rispetto da parte di uno o di entrambi i genitori del diritto del minore e (ora anche) dei nonni  a conservare significativi spazi di frequentazione consente a questi ultimi di ricorrere al Tribunale.
Il giudice, chiamato a valutare la richiesta dei nonni, dovrà stabilire anche attraverso l'ausilio di relazioni di consulenti esterni se l'interruzione o un'eventuale riduzione della frequentazione dei nonni possa incidere in modo negativo sullo sviluppo del minore.
In tale quadro normativo si inseriscono le due decisioni sopra menzionate, singolarmente emesse a distanza di un solo giorno l’una dall’altra e che peraltro appaiono in contrasto tra loro quanto alla concreta applicazione dei principi normativi sopra illustrati. 
In particolare, la Corte di Cassazione n. 752 del 19.01.2015, che non prende espressa posizione in merito alle modifiche normative entrate in vigore, anche se afferma la legittimazione dei nonni ad agire in giudizio, nega la sussistenza di un diritto, incondizionato ed assoluto affermando che tale diritto è solo strumentale alla realizzazione del sereno sviluppo del minore 
In altri termini, il giudice prima di emettere provvedimenti in ordine alla ripartizione delle visite ai nonni, deve procedere effettuando una specifica indagine ponendosi come obiettivo una tutela rafforzata del diritto del bambino ad una crescita serena ed equilibrata. 
A conferma di tale orientamento la stessa Cassazione con sentenza n.8100 del 21/4/2015 ha negato il diritto di visita al nipote da parte dei nonni che erano in lite con i genitori del minore, ciò esclusivamente per tutelare l’interesse primario del minore a vivere e crescere nella serenità più completa
Secondo la Suprema Corte italiana il diritto di visita dei nonni è dunque in ogni caso subordinato all'interesse prevalente del minore.
Diametralmente opposta la pronuncia della Corte Europea che, invece, riconosce una parità di ruolo dei nonni a quello dei genitori almeno per quanto riguarda il diritto di visita sui nipoti, con la conseguenza che, in caso di separazione della coppia, i nonni hanno il diritto ineliminabile di incontrare i minori, senza ostacoli di sorta, e salvo un concreto e grave pregiudizio per i nipoti.
La decisione della Corte Europea è indubbiamente significativa poiché, diversamente da quella italiana, pare assegnare una valenza assoluta al diritto degli ascendenti senza che compaiano significativi riferimenti all’interesse del minore proprio del caso concreto. 
Le misure volte a spezzare i legami familiari, rammenta la Corte Europea, possono essere applicate solo in casi assolutamente eccezionali. 
 
 
 
AVV. ANDREA SPADA