Convegno a Firenze, 13 novembre 2018

  "Le pari opportunità nella famiglia in crisi. Aspetti Economici"

Firenze, Palazzo Medici Riccardi, Sala Pistelli

13 novembre 2018 ore 16

 

Ospite e Moderatrice: Avv. Benedetta Albanese, Consigliera della Città Metropolitana

 Saluti istituzionali : Benedetta Albanese

 Relatori/Relatrici

Fabrizio Amato – presidente tribunale di Pistoia

Marino Maglietta- Docente di alcuni istituti di formazione dei mediatori familiari. Membro dell'Associazione Italiana Mediatori Familiari e della Consulta Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza "Gianni Rodari".

Ilaria Fuccaro – Membro Consiglio Direttivo Camera Minorile di Firenze

Sibilla Santoni - Consigliera del CPO dell'Ordine degli Avvocati di Firenze

 Sono stati invitati i magistrati della Sezione Famiglia del Tribunale di Firenze

Temi Analisi della giurisprudenza in materia di affidamento dei figli mettendola a confronto con le previsioni di legge, con particolare attenzione alle pari opportunità nella famiglia separata. Esame dei DDL 45, 735 e 768, che intendono riformare l'istituto dell'affido condiviso.

Contenuti e modalità - Il seminario è il secondo di un ciclo sulle Pari opportunità all’interno della famiglia separata – per ciascuno dei suoi membri - mettendo a confronto i diversi approcci che hanno caratterizzato la lettura e l’applicazione dell’affidamento condiviso dal 2006 ad oggi. Il terzo prenderà in esame i metodi ADR di risoluzione dei conflitti.

Particolare attenzione sarà dedicata alle novità in arrivo dal Parlamento, che potrebbero mettere fine alla permanente contrapposizione tra i due modelli, mono- e bigenitoriale.

L’incontro si svolgerà secondo la modalità seminariale, ovvero i relatori si confronteranno circolarmente su tutti i temi proposti dalla moderatrice, con brevi interventi ogni volta.

La posizione dei mediatori sul ddl 735

 

COMUNICATO DDL N.735 DEPOSITATO IN SENATO (PRIMO FIRMATARIO SEN. SIMONE PILLON)

La F.I.A.Me.F., visto il ddl depositato il 1° agosto 2018 in Senato, sta interloquendo, in un’ottica di ottimizzazione dell’articolato del disegno di legge, con il Sen. Pillon, primo firmatario del ddl., al fine di garantire che i principi fondanti la mediazione familiari e, altresì, gli aspetti ritenuti essenziali relativi alla formazione e al suo accesso, recentemente definiti attraverso la L. 4/2013 e la definizione della Noma tecnica UNI 11644:2016, siano recepiti nel ddl.

Per la Federazione è fondamentale la salvaguardia sia dell’esperienza teorica, pratica e metodologica sinora maturata, che dell’associazionismo espresso attraverso le Associazioni che la compongono e dei propri Soci che, da quasi un trentennio, si prodigano nella corretta applicabilità della mediazione familiare. E’ detta esperienza che la F.I.A.Me.F. ha inteso mettere a disposizione dei firmatari del ddl, anche su forte richiesta non solo dei suoi Associati, ma di tanti genitori che hanno usufruito, con profitto e soddisfazione, della mediazione familiare.

Il Comitato Direttivo della F.I.A.Me.F.

 

Roma, 3 settembre 2018
Prot. 4/2018

La riscrittura dell’affidamento condiviso e le “distrazioni” del sen. Pillon

 

Non rispondo mai agli attacchi personali – li considero una perdita di tempo – ma è mio dovere di presidente replicare alle critiche mosse all’associazione dal senatore Pillon in un lunghissimo intervento su facebook, del quale solo ora ho avuto casualmente notizia.

Anzitutto preciso di avere inviato personalmente al senatore da alcuni mesi il testo attuale della proposta di Crescere Insieme, pregandolo di adottarlo. Quindi è da tempo nelle sue mani. Inoltre, abbiamo avuto modo di tornare telefonicamente a confrontarci tanto che nell’ultima di queste occasioni il senatore si è convinto a introdurre un paio di essenziali modifiche al suo testo, come quella che se un genitore può e vuole fruire di tempi uguali il giudice non può dirgli di no. In aggiunta, è stato eliminato il termine “adeguati” ai tempi, ma il proponente non ha voluto saperne di eliminare anche “equipollenti”. Tutto questo anche per dire che non esiste da parte di Crescere Insieme una ostilità pregiudiziale, ma solo una fortissima preoccupazione per le gravi debolezze del ddl 735. Insomma, il sottocritto, unitamente all’amico Andrea Bocelli che cito non a caso, sono assolutamente concordi nei confronti degli obiettivi, ma questo non vuol dire che sottoscriverebbero quell’articolato. Evitiamo di fare una interessata confusione.

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Il ddl 735 tra astuzie e ingenuità

Marino Maglietta – I contenuti del ddl 735 sulla riscrittura dell’affidamento condiviso presentano tali scompensi rispetto agli scopi annunciati che si può essere perfettamente comprensibili nell’evidenziarli anche spendendo un minimo di parole.

Se il sistema legale non avesse avversato e sabotato il modello bigenitoriale oggi non esisterebbe alcun problema. Si parla di “legge tradita” perché la si considera inosservata, ovvero si ammette che le sue prescrizioni non siano rispettate, ovvero che il sistema legale non voglia saperne di un modello del genere. Questo, però, vuol dire che anche oggi ci si deve attedere che ogni minimo spiraglio verso la disapplicazione dei principi che la nuova proposta possa offrire sarà accuratamente cercato e abilmente sfruttato; che le sue smagliature siano auspicate e gradite, per la possibilità che darebbero di ripetere il gioco di continuare come nulla fosse.

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