Affido, l’inganno dei moduli

Paralisi risolta grazie alle associazioni

Quando un governo vara una legge ha il dovere di verificarne poi la corretta applicazione e di dotare le istituzioni di strumenti adeguati per rilevarne l’efficacia? Domanda retorica, evidentemente. Ma serve per comprendere quanto capitato a proposito della legge 54 del 2006 sull’affido condiviso. A lungo esperti, associazioni ma anche politici hanno sottolineato le "resistenze" riguardo all’applicazione della legge. Sono stati organizzati convegni e scritti migliaia di articoli. Possibile che ad alcun funzionario del ministero della Giustizia siamai balenata l’idea di chiedere all’Istat la revisione dei moduli?

Solo l’insistenza delle associazioni è riuscita laddove lapolitica è risultata latitante. Di rilievo, in particolare, l’impegno di "Crescere Insieme" presieduta da Marino Mglietta: «La revisione dei moduli? Iniziativa partita dal basso come lo fu, 12 anni fa – osserva – l’affidamento condiviso. È noto d’altra parte come sui diritti dei figli la sensibilità dell’associazionismo sia ben più attenta di quella della politica». (L.Mo.)

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Alienazione genitoriale

Alienazione genitoriale: cos'è e perché se ne parla in questi giorni

Allontanare l'altro genitore dal figlio tramite pratiche coercitive: quando le denunce sono giuste e quando si va incontro a drammi famigliari (come la strage di Latina)

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RADICALE MODIFICA IN TUTTI I TRIBUNALI DELLE SCHEDE ISTAT PER SEPARAZIONE E DIVORZIO

COMUNICATO STAMPA

 

Firenze, 22 febbraio 2018 – Dopo avere constatato - in base all’analisi delle schede compilate nei tribunali tra il 2005 e il 2015 in occasione di separazione e divorzio (Report nov. 2016) - che “al di là dell’assegnazione formale dell’affido condiviso, che il giudice è tenuto a effettuare in via prioritaria rispetto all’affidamento esclusivo, per tutti gli altri aspetti considerati in cui si lascia discrezionalità ai giudici la legge [sull’affidamento condiviso] non ha trovato effettiva applicazione”, l’Istat ha proceduto a modificarne radicalmente i contenuti. Finora, difatti, queste erano costruite sul vecchio modello monogenitoriale, avendo assorbito la filosofia dominante, fondata su un solo genitore (il “collocatario”), che riceve dall’altro il denaro per provvedere ai bisogni dei figli, assumendo in esclusiva ogni decisione della vita quotidiana e ogni diretta responsabilità. L’Istat adesso, percepita l’inadeguatezza e l’infedeltà della prassi (come si legge nelle Istruzioni che accompagnano la modulistica), introduce domande che renderanno imbarazzante la risposta, se il provvedimento del giudice sarà ancora di taglio monogenitoriale e non terrà conto dei diritti del minore. Si vuole sapere, infatti, ad es., quali sono i capitoli di spesa assunti da ciascun genitore (la legge prevede il mantenimento diretto, individuale, dei figli, e non l’assegno), quante volte al mese il figlio pernotta da ciascun genitore (visto che per legge il rapporto deve essere equilibrato), se non si è proceduto all’ascolto dei figli “perché manifestamente superfluo”; e simili.

Il cambiamento si fonda, dunque, sulla necessità di ovviare alle difficoltà derivanti dalle letture notevolmente diverse date da un numero crescente di tribunali, che hanno costretto l’Istat ad adeguare i quesiti effettuando una scelta tra le varie correnti di pensiero della magistratura stessa. La nuova modulistica, pertanto, non rappresenta il risultato di una sorta di supervisione di tipo giuridico, che non competerebbe a un istituto di statistica, ma la conseguenza dell’analisi stessa dei dati acquisiti in precedenza nel tempo. L’associazione Crescere Insieme, che ha ideato e promosso un autentico affidamento condiviso, prende atto con viva soddisfazione di questa iniziativa e si augura che possa contribuire a far meglio rispettare il diritto indisponibile dei figli alla bigenitorialità.

Marino Maglietta

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