Convegno a Firenze, 20 Marzo 2019

 

"Le pari opportunità nella famiglia in crisi. Strategie di contenimento del conflitto"

Firenze, Palazzo Medici Riccardi, Sala Luca Giordano

20 Marzo 2019 ore 15

 

 

La Città Metropolitana, su iniziativa della Consigliera Benedetta Albanese, propone un seminario avente ad oggetto i metodi alternativi di risoluzione delle controversie in ambito familiare, quali la mediazione e la coordinazione genitoriale, con particolare attenzione anche alle proposte di legge in materia, tutt’ora al vaglio del parlamento.

L’incontro giunge a conclusione di un ciclo di approfondimenti sugli aspetti personali e patrimoniali relativi alle famiglie in crisi nell’ottica delle pari opportunità.

 

Ospite e Moderatrice: Avv. Benedetta Albanese, Consigliera della Città Metropolitana

 

Saluti istituzionali : Consigliera Benedetta Albanese; Avv. Sibilla Santoni , Presidente Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze

 

Relatori/Relatrici

 

Dr.ssa Antonella Parrini

Avv. Ilaria Fuccaro

Magistrati (in attesa di conferma)

Avv. Girolamo Andrea Coffari

Marino Maglietta

 

Temi

 

Le radici del conflitto e i necessari prerequisiti di qualunque strategia

Mediazione familiare e mediazione familiare assistita

La Mediazione familiare e i contesti di violenza

La Coordinazione genitoriale: prime esperienze applicative e formative

 

Modalità

 

L’incontro si svolgerà in modalità seminariale, in modo da consentire ai relatori ed al pubblico un confronto su ogni tematica presa in esame.

Dio, Patria, Famiglia

Rai 3 e il ddl 735 – Lettera aperta alla redazione di Presa Diretta

Davvero interessante ed esemplare il servizio di Rai 3 di lunedì 28 sul ddl 735. Se lo scopo era quello di segnalare e ridicolizzare alcune indifendibili posizioni, è stato sicuramente raggiunto. E in effetti il titolo "Dio, Patria, Famiglia" lo fa pensare. Pazienza se per ottenere più facilmente il risultato scandalizzando il pubblico (supposto disattento) sono state utilizzate alcune evidenti forzature, come quella di ospitare un altissimo magistrato che dichiara “di non avere mai osservato in 30 anni di carriera una sola falsa denuncia”. Senza voler affatto sostenere la tesi contraria, se è così ha lavorato proprio male. O avere fatto comparire l’Istat a sostanziale giustificazione della prassi attuale attraverso l’intervista di una ex dirigente notoriamente schierata; l’Istat, che ha ufficialmente denunciato in un proprio ufficiali report (novembre 2016) il completo tradimento della legge 54/2006, con tale convinzione da modificare le proprie schede segnalando le devianze nell’opuscolo di accompagnamento. O avere mandato in onda senza contraddittorio una descrizione del mantenimento diretto e dei suoi effetti tecnicamente errata. Giusto per fare qualche esempio. Ma certamente nel ddl 735 le criticità non mancano, per cui è condivisibile la conclusione che l’argomento necessiti di una sostanziale riscrittura.

Il rammarico, dunque, è un altro. Si è persa una splendida occasione – vista l’indubbia abilità della Redazione (in particolare complimenti a Giulia Bosetti, che ha ascoltato paradossali sortite senza battere ciglio, o quasi) - per far conoscere al grosso pubblico i termini del problema e la loro autentica valenza. E' mancata del tutto, infatti, la descrizione delle ragioni profonde e autentiche di malessere legate all’attuale gestione delle separazioni da parte delle istituzioni, che hanno fatto sì che dalla pdl dell'Italia dei Valori del 2007 (n. 2231) fino a oggi il Parlamento abbia dovuto di continuo occuparsi della materia e reiteratamente avviarne la discussione. Sono tanti anni – quando ancora l’avv. Pillon non era in Parlamento e non c’erano governi giallo-verdi - che se ne deve discutere; e su questo si è sorvolato.  Praticamente, è sembrato che l'alternativa fosse tra il ddl 735 e lasciare le cose come stanno, saltando a piè pari 12 anni di proposte assolutamente meritevoli di attenzione, come quelle del PD: pdl 1495 e ddl 2049 della scorsa legislatura; tra le tante, tutte dagli stessi contenuti e di ogni parte politica.

Sembra a Crescere Insieme che, oltre alla segnalazione di posizioni non condivisibili, a chi soffre realmente il problema sarebbe stato opportuno offrire anche delle soluzioni. Che fortunatamente esistono. (Marino Maglietta, presidente dell’ass. naz. Crescere Insieme).

 

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