L'incontro del 13 gennaio 2010

Nell' incontro di mercoledì 13 gennaio abbiamo parlato dell' iter della proposta di riforma della legge sull' affido condiviso e di incontri protetti.

La separazione è un momento molto delicato ed assai doloroso per tutta la famiglia. Per la serenità e lo sviluppo dei figli è molto importante che l'intesa coniugale si trasformi in una collaborazione genitoriale ilpiù velocemente possibile. Purtroppo è facile cascare nella trappola pensando che per avere più soldi, la casa e i figli ci si possa comportare come ai tempi dell'affido esclusivo. Anche oggi per far scattare gli incontri protetti basta presentare una memoria in cui si denunciano abusi sui figli o si riferisca che l'altro genitore è un violento, senza neanche tante prove o fatti eccezionali (un bicchiere d'acqua in faccia ad un figlio per una marachella o uno sculaccione sono più che sufficienti). Per la famiglia scatta la ghigliottina degli incontri protetti (visite ai figli scortati da un' assistente sociale per 1 ora la settimana), delle perizie, degli psicologi e dei tribunali, dei fiumi di denaro spesi. Un disastro che impoverisce accusati e accusatori e lascia traccie nei figli.

Dopo 2-3 anni ci ritroviamo con l' 80% di queste denunce che si dimostrano false (la denuncia è degli stessi magistrati, da partenita.info) e con due genitori che avranno ancora più motivi per volersi male. Tutto ciò costituisce un costo anche per la collettività che impiega i suoi giudici, i suoi tribunali ed i servizi sociali per casi costruiti a tavolino. 

Si creano situazioni a volte grottesche e gli aneddoti non mancano:

In questo incontro un nuovo amico ci raccontava che il giudice dopo aver letto la memoria della moglie e prima di stabilire i doverosi incontri protetti, in aula gli ha domandato: “Ma è Lei il mostro?”.

Un altro amico  fiorentino, padre di 3 figli anche lui da mesi “agli incontri protetti”, perchè presunto violento, ci raccontava che la moglie l'aveva invitato a Natale a mangiare con i figli ammonendolo però, “.....basta che non lo dici al Giudice”.