Un corso per aiutare e sostenere il ruolo dei genitori

Campi, un corso per aiutare e sostenere il ruolo dei genitori

Parte un ciclo di incontri dedicati alla genitorialità e guidati dalla psicologa Emanuela Eboli

I bisogni evolutivi dei bambini si intrecciano e dialogano con quelli dei loro genitori. È importante quindi che madri e padri abbiano spazi e momenti dove poter esprimere i loro dubbi e i loro bisogni. Ecco i contenuti di questo corso innovativo.

 

Bambini e genitori: mangiare sano lavorando assieme
Bambini e genitori: mangiare sano lavorando assieme

Campi Bisenzio, 20 gennaio 2013 - Come si diventa genitori? O meglio come si affronta in coppia il tema della genitorialità? A Campi Bisenzio c'è un corso innovativo: “Passo dopo passo... genitori in divenire” che sarà curato dalla psicologa Emanuela Eboli e promosso dalla Sezione Soci Coop.

Si tratta di uno spazio di incontro e supporto genitoriale per gestire le criticità educative. Saranno quattro appuntamenti per affrontare insieme il tema della Genitorialità; un’analisi condivisa sul processo evolutivo che coinvolge l’intero “sistema famiglia”. I bisogni evolutivi dei bambini si intrecciano e dialogano con quelli dei loro genitori. È importante quindi che madri e padri abbiano spazi e momenti dove poter esprimere i loro dubbi e i loro bisogni. Spazi di incontro di confronto e di creatività, per riflettere e dialogare delle proprie esperienze ed essere sostenuti nelle personali, spesso condivise incertezze. 

Quali sono gli obiettivi del corso? “Offrire ai genitori – spiega la dottoressa Eboli - spazi e momenti di incontro e di consulenza, per riflettere sul proprio agire, per interrogarsi, confrontarsi ed imparare dalla propria esperienza e da quella altrui.  Educare i figli è un impegno complesso e i bambini non hanno bisogno di genitori ideali. Hanno bisogno di genitori reali, capaci di ascoltare e di porsi domande, di dialogare con se stessi e di riflettere sul proprio agire. Hanno bisogno di genitori che sappiano confrontarsi con l’incertezza, senza per questo perdere fiducia nella loro efficacia e nella loro creatività. Stare in relazione con i figli e, allo stesso tempo, aprire un dialogo con se stessi, col proprio essere genitori, consente di interpretare in maniera attiva e responsabile il proprio ruolo educativo di madre o di padre”.

Ecco come saranno articolati gli incontri. I quattro incontri previsti vogliono essere una possibilità di confronto in merito ad alcune delle esperienze critiche che ogni famiglia si trova a dover affrontare nell’arco della sua esistenza (la nascita del figlio – gli aspetti normativi di una relazione affettiva – l’adolescenza …). La regolarità nella partecipazione agli incontri consentirà di costruire un unico dialogo, ripreso ad ogni appuntamento. I singoli incontri si struttureranno a partire quindi dal tema presentato, avendo sempre attenzione a cogliere e accogliere, in ogni momento, specifici bisogni espressi dal gruppo.

1° Incontro: “Da coppia a triade … da spazio mentale a spazio reale”; 2° Incontro: “Genitori sufficientemente buoni: I no e i sì che aiutano a crescere”; 3° Incontro: “L’adolescenza tra Separazione/ Individuazione e bisogno di Accudimento”; 4° Incontro: “Affettività e sessualità … un equilibrio precario”.

Saranno affrontate anche queste tematiche: il bambino nelle costellazioni mentali dei genitori; la base sicura; il ciclo di vita della famiglia; la zona di sviluppo prossimale; eventi normativi e paranormativi; il significato evolutivo dell’evento critico; i bisogni dei bambini nelle diverse fasce di età; separazione/individuazione nell’adolescenza; il corpo che cambia e affettività e sessualità.

Pur essendo prevista, per ogni incontro, una parte teorica e una parte pratica, sarà dato più spazio all’esperienza diretta degli argomenti trattati; attraverso giochi di attivazione, simulate e role playing, saranno stimolati i vissuti oggetto di analisi e le restituzioni in plenaria saranno motivo di confronto, sempre nel rispetto dei pensieri e degli stati emotivi di ogni partecipante.

Compito del conduttore è quello di facilitare l’analisi personale, la ricerca, il riconoscimento delle singole risorse e il confronto rispettoso delle esperienze presentate. Educare (dal lat. ex-ducere: “condurre fuori”); vuol dire far venire fuori dalla persona ciò che è dentro di lei, vuol dire aiutarla ad esprimere e apprezzare se stessa per quello che è. Le competenze del caregiver sono quindi “educative” nel senso etimo del termine; egli sarà stimolo creativo e guida, come un buon genitore per i propri figli.

Per informazioni contattare la dotteressa Emanuela Eboli, che è psicologa e mediatrice familiare: 393.3512484; e - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
M. Serena Quercioli