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SCALE PEREQUATIVE IN CASO DI AFFIDAMENTO CONDIVISO

Consiglio Comunale
2014 06805/002
C I T T À D I T O R I N O
PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO
OGGETTO: "SCALE PEREQUATIVE IN CASO DI AFFIDAMENTO CONDIVISO"
PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 10 DICEMBRE 2014.
Il Consiglio Comunale di Torino,

PREMESSO CHE

- l'articolo 2 comma 2 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013
definisce le modalità di calcolo dell'ISEE quale rapporto tra l'ISE e il parametro della
scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare;
- l'articolo 4 nel definire l'indicatore della situazione reddituale prevede al comma 4 una
franchigia pari a 5.000 Euro, accresciuta di 500 Euro per ogni componente il nucleo
familiare successivo al primo, fino ad un massimo di Euro 7.000, nel caso il nucleo
familiare risieda in abitazione di proprietà;
- sempre nel definire l'indicatore della situazione patrimoniale il D.P.C.M. 159/2013
prevede all'articolo 5 comma 2 la somma di taluni componenti tra cui il valore dei
fabbricati, quale definito ai fini IMU;
- per le case di prima abitazione l'articolo 5 comma 2 prevede l'abbattimento di un terzo del
valore;
RILEVATO CHE
- la Legge 54/2006 ha stabilito che i figli restano affidati a entrambi i genitori, che hanno
pari diritti e doveri, come del resto sancito dall'articolo 30 della Costituzione;
- nel caso di genitori divisi, dove i figli essendo stati affidati in maniera condivisa passano
un po' di tempo con l'uno e con l'altro genitore, solo il genitore presso cui i figli hanno la
residenza potrà avvalersi delle agevolazioni sopra elencate per la definizione dell'ISE e
solo questo potrà applicare una scala di equivalenza che tenga conto dei figli stessi per
definire l'ISEE;
- nel caso di assegnazione dell'immobile al genitore presso il quale i figli hanno assunto la
residenza, il proprietario, genitore non co-residente non solo dovrà considerare la casa in
cui abitano i figli come casa secondaria, ma stabilendo il Codice Civile all'articolo
337-sexies che in caso di assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei
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rapporti economici tra i genitori, il genitore non co-residente avrà minori importi da
sottrarre per quanto previsto all'articolo 4 comma 3 lettere a) e b) del D.P.C.M. qui preso
in esame;
CONSTATATO CHE
- in un contesto di scarse risorse gli enti locali devono porre sempre maggiore attenzione
agli strumenti di accesso alle varie forme di welfare;
- l'articolo 2 comma 1 del D.P.C.M. in questione, stabilisce che: "In relazione a tipologie
di prestazioni che per la loro natura lo rendano necessario e ove non diversamente
disciplinato in sede di definizione dei livelli essenziali relativi alle medesime tipologie di
prestazioni, gli enti erogatori possono prevedere, accanto all'ISEE, criteri ulteriori di
selezione volti ad identificare specifiche platee di beneficiari, tenuto conto delle
disposizioni regionali in materia e delle attribuzioni regionali specificamente dettate in
tema di servizi sociali e socio-sanitari. E' comunque fatta salva la valutazione della
condizione economica complessiva del nucleo familiare attraverso l'ISEE";
- tale ultimo richiamo si combina con quanto stabilito dall'articolo 14 comma 2 del citato
D.P.C.M., ove è previsto l'obbligo, in capo agli enti erogatori di prestazioni sociali
agevolate, di emanare gli atti normativi necessari (Regolamenti) in conformità alle
disposizione del D.P.C.M., entro i 30 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento;
RICONOSCENDO
l'esigenza di introdurre ulteriori criteri selettivi volti ad attenuare tale sperequazione tra genitori
divisi in presenza di un affidamento condiviso dei figli;
CHIEDE
Al Parlamento ed al Governo di eliminare la suddetta fonte di ingiustizia sociale, tenendo conto
dell'affidamento condiviso, prescindendo, per tale casistica, dall'attribuzione ai figli di un luogo
unico di residenza nel pieno rispetto del principio di bigenitorialità.
 

F.to: Chiara Appendino
Vittorio Bertola