Detenzione domiciliare speciale alle madri recluse per reati gravi

CORTE COSTITUZIONALE

Detenzione domiciliare speciale alle madri recluse per reati gravi, anche se non collaborano con i pm Giusto ... ma... l'uguaglianza di genere?

Illegittima la norma che non esclude dal divieto i benefici penitenziari per le condannate con figli sotto i dieci anni: l’interesse del minore prevale sulla lotta alla criminalità
di DARIO FERRARA, tratto da Cassazione.net 
GIOVEDI' 23 OTTOBRE 2014    

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Arno

L'Arno è il quinto fiume d'Italia. Nasce dal Monte Falterona (1.358 mt) e sfocia a Pisa dopo aver percorso 241 km. Nonostante un bacino idrografico di 8.228 km² e una portata media annua presso la foce di circa 110 m³/s, per la natura geologica del terreno, l'Arno ha un regime estremamente torrentizio con le magre quasi totali. A Firenze ad esempio a fronte di una portata media annua di circa 50 m³/s, il fiume può scendere in estati particolarmente secche anche a valori di appena 1 m³/s. Per contro in autunno è soggetto a piene violente, spesso causa di devastanti alluvioni.
I documenti storici ne ricordano ben 172 dal 1177 al 1941 di cui 4 colpirono il centro storico di Firenze.
Nel maggio 1333 la più vecchia alluvione documentata colpì la città distruggendo quasi tutti i ponti tra cui il ponte romano che insisteva sul sito dell'attuale Ponte Vecchio che fu ricostruito nella forma attuale solo 12 anni più tardi. Ma la più imponente a memoria d'uomo fu quella del 4 novembre 1966, ecco la cronistoria di un disastro: Dal pomeriggio del 3 novembre caddero in molte zone della Toscana fino a 200 mm di pioggia in poche ore (mediamente piovono 921 mm in un anno!). Il rialzo di 5 gradi di temperatura nei giorni precedenti contribuì allo scioglimento delle nevi in quota porterando a valle ancora più acqua. Per evitarne il crollo vennero aperte le due dighe idroelettriche di Levane e La Penna ed il gesto tardivo e improvviso fece così affluire nell’Arno tutta in una volta un'ulteriore e micidiale quantità d'acqua. Alla fine la piena al momento di massimo verrà stimata in 4100 m3/s con la possibilità di smaltirne nella sezione del Ponte Vecchio solo la metà. L’Arno straripò causando decine di vittime e danni incalcolabili al patrimonio artistico e monumentale. L’acqua raggiunse il livello più alto mai registrato, come oggi ricordano le targhe affisse, lasciando poi la città intrappolata nel fango. Da tutta Italia e dal mondo intero giunsero a Firenze i cosiddetti angeli del fango che aiutandosi con badili o a mani nude ripulirono la città dai detriti, salvando vite e opere d’arte.

Come loggare: Per loggare questa Earthcache come "Trovata" occorre effettuare le seguenti operazioni: Optional – Fate una vostra foto con lo sfondo del Ponte Vecchio. Rispondete alle seguenti domande e mandate le risposte via e-mail a PikeLeo:

A) Recati in via San Remigio oppure in Piazza Santa Croce e misura l'altezza che raggiunse l'acqua nel 1333 e nel 1966. Quale delle due alluvioni
è stata più alta e di quanto?
B) Calcola sulla base dei dati storici ogni quanti anni si verifica un alluvione lungo il corso del fiume Arno.
C) Queste sono le date delle ultime 4 alluvioni documentate che colpirono Firenze.
1 Alluvione del 1333
2 Alluvione del 13 settembre 1557
3 Alluvione del 3 novembre 1844
4 Alluvione del 4 novembre 1966
Dal 4 novembre del 1966 sono stati fatti e messi in cantiere lavori per diminuire il rischio idraulico ma le alluvioni sono fatti naturali e quindi
riaccadranno. Sulla base dei dati storici la probabilità che si verifichi un' alluvione nei prossimi 30 anni è bassa, media o alta? 
D)  Durante l'estate anche più secca il letto del fiume appare sempre pieno perchè lungo il percorso cittadino sono state costruite le pescaie.
La foto riguarda la pescaia a valle del Ponte Vecchio. Queste opere favoriscono lo straripamento in caso di piena o sono una difesa?

Ai fiorintini piace anche scherzare su questo triste evento. Seguendo il link potete ascoltare la canzone in vernacolo di Riccardo Marasco, un famoso cantautore locale, dedicata all'alluvione: http://www.youtube.com/watch?v=sKnXyNE4ltk

Non è necessario attendere l’approvazione di PikeLeo per loggare il ritrovamento. Se avrò bisogno di ulteriori informazioni ve lo farò sapere. Ricordate di non scrivere le risposte sul log !!! Mail a: PikeLeo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

On. BINETTI: Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Dopo le profonde delusioni del D.lgs 154 e del DL 132  una iniziativa che rilancia le nostre battaglie

Atto Camera - 3-01144 GIUSTIZIA
 
Interrogazione a risposta orale dell' On. BINETTI :  (vedi il video dell'intervento)
 
   BINETTI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che: 
 
   sulla rivista dell'Associazione degli psicologi americani (APA) è stato pubblicato recentemente un articolo scientifico che contiene una revisione metanalitica dei più autorevoli studi mondiali sul tema dell'affido condiviso di bambini sotto i 4 anni. Hildegunde Suenderhauf ha selezionato gli unici 50 studi sulle modalità di affido dei minori pubblicati tra il 1977 e il 2014 su riviste internazionali scientificamente riconosciute. Nella sua metanalisi l'autrice ha analizzato in modo rigoroso le conclusioni dei singoli studi e le loro interazioni, traendone una valutazione complessiva, le cui considerazioni finali appaiono inequivocabili; 
   due studi (4 per cento) hanno dato risultati negativi rispetto all'affido materialmente condiviso; in undici studi sono stati segnalati effetti negativi neutralizzati da altri effetti positivi; mentre trentasette degli articoli presi in considerazione (74 per cento), hanno prodotto inequivocabili risultati positivi per l'affido materialmente condiviso. L'articolo conclude testualmente: «In generale i risultati degli studi rivisitati in questo documento sono favorevoli ai piani genitoriali che bilanciano il tempo dei bambini piccoli tra le due case in modo il più uguale possibile. Il pernottamento dei bambini nella casa del papà non crea problemi, ma favorisce nei bambini la consapevolezza che l'accudimento è compito di entrambi i genitori e non di uno solo di loro (Warshak, 2014)»; 
   la distribuzione dei tempi di coabitazione in uso presso i tribunali italiani non segue però queste linee scientifiche e, come si può vedere anche dalle bozze di separazione consensuale pubblicate sui siti di alcuni tribunali, essa non si discosta da distribuzioni standard molto asimmetriche: circa l'83-85 per cento del tempo con un genitore, quasi sempre la madre, e circa il 17-15 per cento con l'altro genitore, quasi sempre il papà. Ciò comporta facilmente la perdita di una figura genitoriale con danni di natura psicologica e sociale, che appaiono già nei primi anni, ma spesso si accentuano nell'età della adolescenza: dispersione scolastica, gravidanze indesiderate, povertà, tabagismo, tossicodipendenza, microcriminalità e altro. Con questo orientamento l'Italia si colloca agli ultimi posti in Europa in quanto a difesa del diritto alla bigenitorialità; 
   uno studio su 164.580 ragazzi svedesi di 12 e 15 anni, figli di genitori separati, ha evidenziato che i parametri migliori relativamente al benessere fisico, psicologico e sociale alla soddisfazione sulle relazioni coi propri genitori separati, sono quelli dei minori che spendono tempi sostanzialmente eguali presso i due genitori (Bergström et al. 2013), confermando i risultati di una precedente ricerca di Jablonska e Lindbergh su 15.428 minori che aveva evidenziato, con significatività statistica, livelli di stress mentale più alto nelle famiglie monogenitoriali; 
   un'altra ricerca pubblicata su Children & Society nel 2012 e condotta da ricercatori indipendenti delle università di Bethesda, della Groenlandia, di Stoccolma, di Yvaskula (Finlandia), di Copenaghen, di Akureyri (Islanda), di Goteborg, su 184.496 minori in 36 società occidentali (Italia inclusa) (Bjarnason et al.2012) ha osservato che i bambini che vivono in sistemazione di collocamento materialmente congiunto (suddivisione approssimativamente paritaria dei tempi) riportano un più alto livello di soddisfazione di vita rispetto ad ogni altra sistemazione di famiglia separata, solo un quarto di rango (-0,26) più basso dei bambini nelle famiglie unite –: 
   quali siano gli orientamenti dei Ministri interrogati al riguardo e se non ritengano di adottare iniziative conseguenti di fronte a questa evidente contraddizione tra risultanze scientifiche e prassi giuridiche per tutelare le generazioni future che sempre più spesso si trovano a dovere fronteggiare la separazione della propria coppia genitoriale (circa 80-90.000 minori ogni anno). (3-01144)

“Abbiamo usato la Mediazione Familiare”. Ma forse no…

Una testimonianza che coniuga alla perfezione i legami tra mediazione familiare e condiviso vero

di Anna Laura Tocco pubblicato il 7 ottobre 2014 Oggi è un giorno di udienza civile, di quelli nei quali il Magistrato di turno si trova sommerso dai fascicoli di numerose cause, con un ruolo stracarico anche in conseguenza dell’accorpamento recente delle soppresse sedi periferiche.

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