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Comunicato stampa


Firenze, 28 gennaio 2009

Un clamoroso esempio di come una elevata parte della magistratura intende l’affidamento condiviso viene da Firenze, dove in sede di divorzio, quale provvedimento pronunciato in udienza presidenziale, a un padre che chiedeva l’allargamento dei contatti con la bimba già stabiliti in sede di separazione, qualche anno fa, il giudice ha tolto, senza alcuna motivazione, anche l’unico pernottamento infrasettimanale di cui disponeva, il mercoledì, senza neppure che la madre glielo avesse chiesto.
Questa sera probabilmente padre e figlia attueranno una resistenza passiva a questa palese violazione di una legge che prevede il “diritto dei figli a un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori e a ricevere cura educazione e istruzione da entrambi”, accettando il rischio di una denuncia e dell’intervento della polizia. Crescere Insieme, che ha elaborato e promosso con un lavoro di anni l’affidamento condiviso, segnala il gravissimo episodio all’opinione pubblica e sottolinea la necessità di un nuovo intervento legislativo che renda impossibili decisioni del genere

Marino Maglietta
Pres. Ass. Naz. Crescere Insieme Per interviste all’interessato, o maggiori notizie sul caso, rivolgersi a Fabio Barzagli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., v. Pratola 171/A 50020 S.Polo in Chianti, 347-5740974

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