FIRENZE, lunedì 5 giugno 2017

LEGGE E PRASSI A CONFRONTO NELL’ APPLICAZIONE DELL’AFFIDAMENTO CONDIVISO

Firenze, 5 giugno 2017 (14:30 – 18:30)
Auditorium “Adone Zoli”
c/o Nuovo Palazzo di Giustizia - Blocco G – Piano 0
Viale Alessandro Guidoni, 61

L’affidamento condiviso, introdotto nel nostro ordinamento nel 2006, suscitò ampi consensi in quanto fu salutato come un’opportunità per consentire non solo ai minori di poter continuare ad avere “vicini”, senza troppi scossoni, tanto il padre che la madre, ma anche ad entrambi i coniugi separati di esercitare in modo sereno il loro diritto – dovere di educare ed allevare la prole.
Come ogni nuovo istituto giuridico, però, anche l’affidamento condiviso ha dovuto e deve affrontare la realtà della prassi quotidiana e proprio dalla concretezza dei rapporti e dalle difficoltà di ogni giorno è nata, in diversi Tribunali, l’iniziativa di dettare delle specifiche linee guida.
In effetti, la legge sull’ affidamento condiviso è rimasta troppo spesso lettera morta e la sua rilevante finalità (quella di consentire l’esercizio della bigenitorialità a tutto vantaggio di uno sviluppo armonico dei minori) rischiava e rischia tuttora di restare frustrata.
I Tribunali di Brindisi e Salerno, ad esempio, proprio nell’ ottica di dare impulso e vigore all’ affidamento condiviso (per rendere concrete le sue finalità) hanno emanato delle linee guida (applicabili, con l’aiuto di avvocati e genitori responsabili, anche in ogni altro tribunale italiano) di sicuro interesse e possibile punto di partenza per un confronto costruttivo sull’ applicazione della legge.
Non sono però mancate le critiche da parte di alcune associazioni le quali vedono nell’ applicazione di queste linee guida una stortura dell’impianto legislativo.
La tavola rotonda vuole essere l’occasione per mettere confronto le due diverse impostazioni con il coinvolgimento di tutti coloro che sono chiamati ad applicare la legge ovvero Giudici, avvocati psicologi, approfittando anche della presenza di Marino Maglietta l’ispiratore del dettato normativa della legge 56/2006.
 

Così il Ministro ORLANDO

 

Un tweet del Ministro della Giustizia contro la beffa del "genitore collocatario" Firenze, 28 aprile 2017 - Da undici anni il paese attende la effettiva applicazione della riforma del 2006, che doveva realizzare il diritto dei figli di genitori separati a ricevere le cure e il contributo educativo e affettivo di entrambi i genitori, ugualmente impegnati e gravati da pari responsabilità. Tutto ciò, seguendo le conclusioni del Report Istat del novembre 2016, non è affatto avvenuto e il sistema legale si è limitato a introdurre modifiche puramente nominalistiche, come chiamare "collocatario" l'affidatario esclusivo, e non collocatario l'altro genitore, conservando vecchi ruoli e funzioni, arroganza e disimpegno. Al malessere e alla delusione dei figli si aggiunge anche la beffa di vedere la propria  spoliazione di un diritto indisponibile motivata con "il loro esclusivo interesse", a dispetto della unanimità degli studi scientifici che attestano esattamente il contrario, ovvero che la stabilità logistica deve andare in secondo piano rispetto a quella affettiva, pena gravi scompensi nella loro vita. La loro muta protesta è stata tuttavia raccolta da tante tante madri, a loro volta spogliate delle pari opportunità e di altrettanti padri, che avrebbero voluto essere maggiormente presenti. In forza della spinta di questa imponente componente sociale (circa 4 milioni di persone) si è iniziato a sgretolare il fronte della conservazione, tanto che nel marzo 2017 a partire dai tribunali di Brindisi e Salerno si sono avuti nuovi orientamenti, in linea con la riforma del 2006. E adesso anche il Ministro della Giustizia, serio e attento a questo disagio, è uscito con un tweet che va ben oltre le parole impiegate, provenendo da persona di nota serietà: "Superiamo il genitore collocatario e lavoriamo per una vera bigenitorialità", dove è soprattutto la parola "vera" che dimostra che il Ministro ha capito.

Non dubitiamo, quindi, che a questo messaggio seguiranno concrete iniziative per rendere effettiva la promessa e ci dichiariamo senz'altro pronti a collaborare con lui per un risultato così a lungo sperato e atteso.

Marino Maglietta (pres. ass. naz. Crescere Insieme)   

 

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